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Bis Ninì Palamà Rosato – Vinicola Palamà

Composizione:

    • Ninì Palamà Rosato
    • Ninì Palamà Rosato

Nota: le immagini contenute nel catalogo sono puramente indicative, pertanto la nostra azienda si riserva il diritto di apportare modifiche migliorative dei prodotti senza nessun obbligo di preavviso. Per i prodotti non presenti in magazzino, l’azienda si riserva il diritto di sostituirli con prodotti di pari categoria e valore.

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COD: BIS-VN-ROSATO-PALAMA-1-1 Categoria:

Descrizione

Composizione:

    • Ninì Palamà Rosato
    • Ninì Palamà Rosato

 

Caratteristiche e curiosità

by Fabio Scarpitti, campione italiano Sommelier

Vitigni: Negroamaro 50%, Primitivo 50% Sinonimi: Arbese, Morellone Caratteristiche e curiosità: Come per i suoi fratelli bianco e rosso, anche nel Ninì Rosato la fermentazione avviene ad opera di lieviti selezionati previo diraspatura e separazione dalle vinacce. Il Primitivo è sottoposto a pressatura soffice per circa 2 ore, fino ad ottenere il colore desiderato; per quanto riguarda il Negroamaro, la tonalità è ottenuta in parte per mezzo di pressatura soffice e in parte con la tecnica del salasso, in percentuali variabili a seconda dell’annata.
La pressatura soffice è opportuna perché questa tipologia d’uva è straricca di antociani (molecole contenute nella buccia). Inoltre, il Primitivo soggiorna solo in acciaio, il Negroamaro viene messo in barriques.
La temperatura di fermentazione (bassa) è controllata ed entrambe le uve svolgono malolattica (il Primitivo in acciaio, il Negroamaro in legno). Mentre il mosto fermenta, Michele Palamà è solito dormire nella stanzetta accanto alla cantina, ridestandosi di tanto in tanto per controllare che tutto proceda per il meglio. I tini d’acciaio, chiusi ermeticamente, sono costantemente visionati dal nostro enologo che, avvalendosi di una torcia elettrica, spia l’andamento della fermentazione da una piccola apertura situata nella parte alta dei contenitori, assicurandosi che la materia sia in perfette condizioni.
Al termine della fermentazione, i due uvaggi verranno assemblati per dare origine al rosato. Il Ninì ricorda il colore della rosa inglese quando non è ancora perfettamente sbocciata.
Al naso è discreto, fine nei profumi, tutti votati al floreale: sentori di rosa, magnolia e fiori di arancio si alternano a componenti agrumate di succo di mandarino e granatina di arancia. La componente speziata del legno è quasi inesistente e consente di rispettare il carattere fruttato delle uve, con accenni di ribes nero ed una lieve sensazione di lampone e fragole di bosco scaldate in padella. Non è complesso (non deve esserlo) ma è diretto, intenso e pulito, con un bel retrogusto di sorbetto agli agrumi e scorza d’arancia.
Al palato è secco, minerale, quasi iodato, con un piacevole finale amaricante che viene prolungato da una gradevole nota acida la quale, a sua volta, mitiga la struttura alcolica bilanciandola alla perfezione. Forse, della triade Ninì, è quello che mi convince meno perché ancora poco armonico: deve ancora raggiungere la potenza di fuoco del Metiusco rosato, ma sono sicuro che Michele ci arriverà in tempi brevi.
Testo di Fabio Scarpitti per Scarpitti Distribuzione snc ©

 

Abbinamento

Approfittate del vostro primo weekend libero per fare una gita al mare: le spiagge del Salento si prestano per la pesca alla Mullidae Rafinesque, comunemente nota come triglia di scoglio. Per trovare gli scogli vi consiglio la spiaggia di Porto Selvaggio, vero e proprio paradiso. Io ci sono stato nel mese di Novembre in compagnia di Michele e Ninì Palamà (il padre di Michele, non il vino), approfittando di una giornata di sole. Avvalendoci di alcuni retini a maglie molto strette – originariamente pensati per la caccia alle farfalle – abbiamo sperimentato in quell’occasione una tecnica ben collaudata, frutto dell’inventiva dei nostri due enologi: la tecnica consiste nel posizionarsi a triangolo isoscele in mezzo agli scogli, spaventando i pesci che inevitabilmente finiranno nelle maglie dei retini. Un vero e proprio capolavoro di strategia militare, che ci ha permesso di tornare a casa con qualche chilo di pescato fresco. Una volta in azienda, non abbiamo dovuto far altro che deliscare i pesci ricavandone dei bei filetti, per poi cuocerli in olio extravergine d’oliva del Salento. Le triglie le abbiamo accompagnate con delle rondelle di patate prima sbollentate e poi fritte a cui abbiamo aggiunto, a fine cottura, timo, pinoli e pomodoro San Marzano fresco. Infine, il tutto è stato assemblato in un piatto piano, posizionando le patate alla base e le triglie sopra. Un calice ghiacciato di Ninì Rosato ha reso definitivamente memorabile questo pranzo salentino.
Testo di Fabio Scarpitti per Scarpitti Distribuzione snc ©

Nota: le immagini contenute nel catalogo sono puramente indicative, pertanto la nostra azienda si riserva il diritto di apportare modifiche migliorative dei prodotti senza nessun obbligo di preavviso. Per i prodotti non presenti in magazzino, l’azienda si riserva il diritto di sostituirli con prodotti di pari categoria e valore.

Informazioni aggiuntive

Peso 5 kg

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